Cinzia Tani, "Assassine", Mondadori, 7 agosto 1998
Marie-Madeleine d’Aubray, figlia di un luogotenente civile di Parigi, nata il 6 luglio 1630. A sette anni venne violentata, durante l’adolescenza aveva rapporti sessuali regolari con i suoi due fratelli
Marie-Madeleine d’Aubray, figlia di un luogotenente civile di Parigi, nata il 6 luglio 1630. A sette anni venne violentata, durante l’adolescenza aveva rapporti sessuali regolari con i suoi due fratelli. A 21 anni venne sposata a Antoine Gobelin de Brinvilliers. Per 14 anni fu amante del miglior amico del marito, Jean-Baptiste Gaudin de Sainte-Croix, finché il padre, scandalizzato, non fece arrestare l’amante della figlia. Alla Bastiglia Sainte-Croix conobbe un italiano, Exili, esperto di veleni. Grazie alle cose imparate da lui mise Marie Madeleine in grado di preparare veleni, che la donna sperimentava all’ospizio dei poveri di Parigi. Aspettava l’occasione giusta per uccidere suo padre, che arrivò il 10 settembre 1666, e i fratelli, che avvelenò durante le feste per la Pasqua del 1670. Tutto venne scoperto alla morte dell’amante, ucciso da un incidente in laboratorio. Venne trovata una cassetta con 1ettere compromettenti e pacchetti di veleno. La marchesa condannata a morte in contumacia il 24 marzo 1673 fuggì all’estero e si rifugiò in un convento a Liegi, venne scoperta e arrestata dal capitano Francois Desgrais "il primo detective della storia".