Cinzia Tani, "Assassine", Mondadori, 7 agosto 1998
Catherine Deshayes sposata Mauvoisin, detta la Voisin, nata nel 1640 a Parigi da una famiglia poverissima, a 9 anni già leggeva la mano per strada
Catherine Deshayes sposata Mauvoisin, detta la Voisin, nata nel 1640 a Parigi da una famiglia poverissima, a 9 anni già leggeva la mano per strada. Come chiaroveggente era stimatissima, da lei andavano perfino grandi dame. Ma oltre ai consigli d’amore e alle ricette contro l’impotenza, la Voisin preparava veleni e organizzava messe nere con tanto di sacrificio di bambini, che venivano sepolti nel prato della sua casa. Venne arrestata il 4 gennaio 1679, la polizia la trovò a letto con i figli e le figlie: la credenza voleva che la chiaroveggenza si trasmettesse per incesto. Dal processo vennero fuori i nomi dei clienti dell’avvelenatrice: 442 accusati, 367 fermati, 210 udienze, 218 arresti, 36 condannati a morte, 23 esiliati in perpetuo. Tra le coinvolte, la favorita del re Luigi XIV, madame de Montespan, che voleva afrodisiaci per far tornare il sovrano al suo letto e fece celebrare su di sé un rito di messa nera. La Voisin venne bruciata viva il 22 febbraio 1680.