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 1998  agosto 07 Venerdì calendario

Ciccioni. «Sono il più ciccione che mai abbiano visto in quel reparto del S. Orsola. Pesavo 236 chili

Ciccioni. «Sono il più ciccione che mai abbiano visto in quel reparto del S. Orsola. Pesavo 236 chili. Ora, a 45 anni, sono 115 chili per un metro e 80. Mi hanno ridato la vita». Parla così Marco Chiari, che aveva deciso di suicidarsi davanti al frigorifero con una finale abbuffata. L’Ospedale S. Orsola di Bologna ha il più importante centro studi di terapia chirurgica dell’obesità d’Italia: dal 1991 ne sono usciti con 100 chili in meno addosso 538 obesi, ai quali è stato ridotto lo stomaco con il metodo zig zag messo a punto negli anni Ottanta dal medico americano Edward Eaton. Dopo l’operazione, bastano piccole quantità di cibo per provare un prolungato senso di sazietà, e diminuisce così l’introito calorico. «Lavoro al ristorante Aurora, qui nella piazza di Fiesole, faccio il cuoco e non ingrasso più. E non mi costa. Prima avevo dovuto smettere tutto. La scuola, perché picchiavo chi mi prendeva in giro e fui picchiato dal professore di ginnastica perché non salivo la pertica. Nel ’77 andai in Svizzera perché qui in Italia non c’era niente e scesi da 140 a 90 chili. Poi mi sposai e ripresi chili a vista d’occhio. Si vede che mi faceva male... comunque ho perso anche la moglie. Non potevo lavorare. Il mio sangue non si ossigenava e mi addormentavo all’improvviso. All’ospedale non entravo nella Tac. Non c’erano ambulanze per me, i vestiti dovevo farmeli arrivare dall’America. Mi proposero una clinica a pagamento di Genova. Meno male che una dottoressa del Mugello mi ha mandato a Bologna. Appena arrivato sono andato in coma e se non ci fossero stati quelli del reparto di pneumologia adesso sarei al Creatore».