Lucia Corna, ìIo Donnaî 08/08/1998, 8 agosto 1998
Marilyn Monroe non portava il reggiseno (aveva la quarta misura), nè gli occhiali (una forte miopia conferiva al suo sguardo un fascino ”acquoso”)
Marilyn Monroe non portava il reggiseno (aveva la quarta misura), nè gli occhiali (una forte miopia conferiva al suo sguardo un fascino ”acquoso”). Aveva il complesso del naso ”a patatina”. Recitava la parte dell’oca giuliva (ma di lei Arthur Miller disse che era intelligente) e si rendeva ancora più sexy con la sua voce stridula e infantile. Si tingeva i capelli (colore naturale: castano chiaro), e si rasava le sopracciglia ”ad ali di gabbiano”. Non si perdonò mai l’errore di aver posato nuda per un calendario. Paolo Mereghetti, critico cinematografico, afferma che l’unicità del personaggio di Marilyn non era la bellezza, ma la sua storia personale. Abbandonata dal padre da bambina, chiamava ”papà” tutti i suoi fidanzati, ma non si sentì mai amata abbastanza (tra i suoi compagni il campione di baseball Joe Di Maggio, il regista Arthur Miller, e presunti amanti John e Robert Kennedy). La madre naturale fu chiusa in manicomio e i genitori adottivi la molestarono. Secondo il sociologo Enrico Finzi il fascino le derivava da un approccio leggero e bambinesco alla vita