Arthur Golden, "Memorie di una geisha", Longanesi 1998, 17 agosto 1998
«Naturalmente nessuna geisha tiene per sè tutti i guadagni, e anche Mameha non faceva eccezione. La casa da tè prende una percentuale, una parte più piccola va all’associazione delle geishe, un’altra al ”vestitore”, e via di questo passo, inclusa una certa cifra che la geisha deve pagare all’ojiya che si occupa di tenerle in ordine i conti e di prendere nota degli impegni
«Naturalmente nessuna geisha tiene per sè tutti i guadagni, e anche Mameha non faceva eccezione. La casa da tè prende una percentuale, una parte più piccola va all’associazione delle geishe, un’altra al ”vestitore”, e via di questo passo, inclusa una certa cifra che la geisha deve pagare all’ojiya che si occupa di tenerle in ordine i conti e di prendere nota degli impegni. Alla fine in mano alla geisha resta poco più della metà dei guadagni che, se lei è molto ricercata, è una somma enorme, mentre è una vera miseria in caso contrario (e allora la geisha sprofonda ogni giorno di più in un oscuro pozzo)». Okyia = edificio in cui vivono le geishe.