Maddalena Tulanti, Antonio Pollio Salimbeni, ìlíUnitî 18-19/08/1998, 19 agosto 1998
Rubli. A Mosca la Banca centrale ha svalutato il rublo e in Russia è iniziata la corsa al dollaro. Già in molti sono rimasti coi rubli in mano: i bancomat riforniti di dollari sono andati fuori uso e di fronte alle banche ci sono le code, che hanno costretto tanti sportelli a chiudere per mancanza di liquidi
Rubli. A Mosca la Banca centrale ha svalutato il rublo e in Russia è iniziata la corsa al dollaro. Già in molti sono rimasti coi rubli in mano: i bancomat riforniti di dollari sono andati fuori uso e di fronte alle banche ci sono le code, che hanno costretto tanti sportelli a chiudere per mancanza di liquidi. Si fa incetta nei negozi per non subire ulteriormente gli effetti della svalutazione, ma oltre due terzi dei prodotti consumati provengono dall’estero e i distributori hanno congelato i rifornimenti per ricalcolare il valore delle merci. Eppure i moscoviti sono contenti perché in città la moneta corrente è il dollaro. Molti mestieri sono retribuiti in questa moneta (privilegiati i dipendenti dei datori di lavoro stranieri, mentre altri si improvvisano di volta in volta in lavori occasionali per procurarseli) e la maggioranza dei russi cambia ogni mese una parte del proprio salario in dollari senza depositarlo in banca: meglio fidarsi di letti e armadi. Finché gli stock delle merci non finiranno e i prezzi non aumenteranno (tempo due settimane), sarà conveniente spendere in rubli le paghe guadagnate in dollari