Franca Rame (a cura di), "Dario Fo. Manuale minimo dellíattore", Einaudi 1997, 18 agosto 1998
Agli inizi del Cinquecento le donne non potevano recitare. «Fino ad allora le donne comiche le si poteva incontrare solo in qualche taverna nel doppio ruolo di giullaressa e prostituta
Agli inizi del Cinquecento le donne non potevano recitare. «Fino ad allora le donne comiche le si poteva incontrare solo in qualche taverna nel doppio ruolo di giullaressa e prostituta. Sul palcoscenico, fino ad allora, i ruoli femminili erano recitati da ragazzi, i famosi ”marioli”. Pochi sanno che il termine ”mariolo” o mariuolo che oggi significa ragazzo scaltro o ladruncolo all’origine aveva il significato di giovane menitore, truffaldino, in quanto si alludeva ai ragazzi che nelle rappresentazioni sacre vestivano i panni delle Marie e quindi si ammantavano di candore e purezza che spesso non possedevano». Ne La Venexiana un prologo avverte che la scena in cui si vede la protagonista abbracciarsi e baciarsi con la sua serva - nell’illusione di un rapporto d’amore col suo innamorato - è recitata da due maschi: dunque, non c’è da scandalizzarsi! Ma le suore di un convento bretone del Quattrocento allestivano commedie morali a metà fra il comico e il tragico scritte dalla loro badessa. «Quando si dovevano interpretare ruoli di giovani e uomini maturi, con grande spasso delle novizie e delle suore spettatrici, si sceglievano suore adatte al ruolo che rivestivano i panni del maschio».