Franca Rame (a cura di), "Dario Fo. Manuale minimo dellíattore", Einaudi 1997, 18 agosto 1998
«Nei tempi antichi il numero degli attori professionisti era limitatissimo. Per la maggior parte si trattava di dilettanti, gente non pagata o gente che faceva il mestiere dell’attore di professione saltuariamente
«Nei tempi antichi il numero degli attori professionisti era limitatissimo. Per la maggior parte si trattava di dilettanti, gente non pagata o gente che faceva il mestiere dell’attore di professione saltuariamente. Si sa che La Mandragola di Machiavelli o Il candelaio di Giordano Bruno non furono mai recitate da professionisti ma esclusivamente da dilettanti. Lo stesso Machiavelli si dice recitasse di persona nella Clizia. La compagnia di Shakespeare era composta in gran parte di dilettanti che non ricevevano uno stipendio fisso ma un una tantum più qualche compenso quando capitava di recitare in una festa di signori. «Per di più a differenza di quello che succede oggi per una commedia di successo, non si raggiungevano che raramente i trenta giorni di replica... e non di seguito, magari in due o tre anni. Già uno spettacolo che riuscisse a stare in piedi per una settimana era da ritenersi un trionfo. L’Amleto non ebbe più di venti repliche, Re Lear ancora meno, Misura per misura solo cinque. Anche per i professionisti di successo non c’era tanto da scialacquare. Flaminio Scala teneva un negozietto di profumi a Venezia, altri vendevano stoffe pregiate, c’era chi si esibiva come cantore ai matrimoni e chi allestiva coreografie per i banchetti dei signori accompagnando con danze e canti l’ingresso di ogni portata. Ruzante stesso recitò un sacco di volte durante banchetti di nozze di ricchi borghesi, e con lui il Cherea, il Francatrippa e altri. «Le paghe erano in parte in natura - tagli di stoffa, pezzi d’argenteria - e parte in denaro, ma si trattava sempre di cifre modiche. I più fortunati erano gli attori della compagnia del principe o del duca, che ricevevano uno stipendio dignitoso e quasi fisso» (caso Molière).