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 1998  agosto 19 Mercoledì calendario

Figurine. Un museo della figurina accoglierà i 500 mila pezzi donati nel 1992 da Giuseppe Panini (artefice con i fratelli del boom delle figurine nell’Italia Anni Sessanta) al Comune di Modena

Figurine. Un museo della figurina accoglierà i 500 mila pezzi donati nel 1992 da Giuseppe Panini (artefice con i fratelli del boom delle figurine nell’Italia Anni Sessanta) al Comune di Modena. L’invenzione delle figurine è legata a quella della ”cromolitografia”, una tecnica nata in Francia nella seconda metà dell’Ottocento come evoluzione della litografia (si incidevano disegni su pietre, quindi, dopo aver preparato tante pietre quanti erano i colori che si volevano utilizzare, si stendeva l’inchiostro e si procedeva nella stampa con il torchio, sovrapponendo un colore all’altro), ma già alcune incisioni dei secoli XVI e XVII ne possedevano elementi caratteristici come il piccolo formato, la presenza di titolo o didascalie, la numerazione dei pezzi all’interno di una serie. Sembra sia stato Aristide Boucicaut, proprietario a Parigi dei magazzini Bon Marché, ad usare per primo, nel 1867, la figurina come veicolo pubblicitario: consapevole dell’impatto che le figurine avevano sui bambini, le regalava a quelli che accompagnavano le mamme a fare acquisti (come soggetti usava le immagini dell’Esposizione Universale di Parigi di quell’anno, oppure, più tardi, scene agresti con bambini o allegorie di mesi). Ma fu la Liebig, una multinazionale dell’estratto di carne, a basare le proprie strategie di marketing sulle figurine, diffondendole negli ultimi decenni dell’Ottocento in tutta Europa (i soggetti andavano dalle scene di vita in Alsazia ai segni dello zodiaco, dagli uccelli-donne del 1883 alle farfalle-donne del 1890, anno in cui esplose il gusto floreale Belle Epoque). La Liebig fu subito imitata da altre ditte, soprattutto di prodotti per l’infanzia, come le fabbriche di cioccolato (la Stollwerk di Colonia che affidava i disegni al celebre grafico Menzel, le svizzere Sucher e Tobler), ed i bambini diventarono i soggetti più diffusi. In Italia le figurine ebbero grande fortuna tra le due guerre, quando erano legate ai concorsi radiofonici come quello lanciato dalla Perugina che scatenò la caccia al Feroce Saladino. Il vero boom si ebbe però negli Anni Sessanta con gli album dei calciatori Panini e la febbre per Pizzaballa & C.. Si ebbero poi figurine legate ai programmi tv (come il Pinocchio di Comencini) o ai grandi film.