Michele Serra, ཿl’Unità 13/05/1998, 13 maggio 1998
Scuole. « giusto far riaccompagnare a scuola dai bobbies gli studenti assenteisti, levandoli dalla strada? La proposta di Blair non piace (in Italia) a sindacalisti, insegnanti, pedagogisti
Scuole. « giusto far riaccompagnare a scuola dai bobbies gli studenti assenteisti, levandoli dalla strada? La proposta di Blair non piace (in Italia) a sindacalisti, insegnanti, pedagogisti. Ho letto con interesse le loro opinioni, ma non ne condivido il presupposto fondamentale: che coercizione e educazione siano inconciliabili. Chiunque abbia figli sa che, purtroppo, non è vero. Ci sono passaggi del rapporto adulto/bambino (pochi, per fortuna) che in assenza di coercizione perdono di senso: e niente è più diseducativo dell’insensatezza. La scuola dell’obbligo, del resto, non si chiama così perché è stata concepita da torvi maestri dell’ancien regime. Si chiama così perché le società democratiche che hanno ritenuto loro dovere garantire l’istruzione di massa hanno voluto sottolinearne l’inelittabilità, di fronte a minori e soprattutto a genitori che non sempre considerano la cultura un diritto fondamentale. Altri obblighi (non prevaricare, accettare gli infiniti limiti della convivenza) sono, in assenza di sanzioni e divieti, ugualmente poco comprensibili ai bambini, impegnati a rafforzare il proprio ego anche quando dormono. il loro mestiere. Il nostro è molto più ingrato e scomodo. Ma l’odiosità di sanzioni e divieti, negli spiriti liberi, è seconda soltanto all’odiosità del menefreghismo».