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 1998  agosto 19 Mercoledì calendario

Adriana Ivancich, «pallida e quasi olivastra, un profilo che avrebbe colpito al cuore chiunque, i capelli bruni di fibra vivace, le gambe veneziane» veniva «da una famiglia di possidenti viaggiatori, cacciatori diplomatici, intellettuali cosmopoliti e mondani naturalmente ”hemingwayana”», incontrò Ernest a una battuta di caccia, lei unica donna chiese se qualcuno aveva un pettine da prestargli, ma tutti gli uomini continuavano a parlare di anitre senza farle caso, solo lo scrittore, le sorrise e «affondando una mano in tasca» estrasse un pettine d’osso «L’ha spezzato a metà come fanno i poveri con il pane

Adriana Ivancich, «pallida e quasi olivastra, un profilo che avrebbe colpito al cuore chiunque, i capelli bruni di fibra vivace, le gambe veneziane» veniva «da una famiglia di possidenti viaggiatori, cacciatori diplomatici, intellettuali cosmopoliti e mondani naturalmente ”hemingwayana”», incontrò Ernest a una battuta di caccia, lei unica donna chiese se qualcuno aveva un pettine da prestargli, ma tutti gli uomini continuavano a parlare di anitre senza farle caso, solo lo scrittore, le sorrise e «affondando una mano in tasca» estrasse un pettine d’osso «L’ha spezzato a metà come fanno i poveri con il pane... Poi mi chiese cosa ne pensassi della caccia e del carniere. Gli ho detto che mi venivano in mente le parole di Bismark: ”Mai gli uomini dicono tante bugie come prima delle elezioni, durante le guerre e dopo le partite dica caccia ”. scoppiato a ridere». Da quel momento «Lo scrittore e la ragazza si parlano e si scrivono, si salutano e si ritrovano ancora per anni». Fu l’amore per Adriana a ispirare Di là dal fiume e tra gli alberi, e nel libro la ragazza divenne Renata «La Venezia di allora, bigotta nonostante la disinvoltura che sfoggiava alle feste del Gritti e all’Harry’s Bar, la massacrò solo per il sospetto» anche se lo scrittore nel prologo per evitare i «Gossip» che lo assediavano premise che i personaggi del libro erano inventati. Il fratello Gianfranco ancora in vita racconta: « Di quel che dicevano comunque a lei non importava nulla. Ripeteva che non si poteva fare niente contro la malafede e il pettegolezzo. E chiunque abbia vissuto accanto a loro due, volendo bene a entrambi, sa che quello di lui per lei era idillio celebrale, platonismo sentimentale. E lei... lei lo vedeva come un padre e basta. Era la più bella ragazza dell’Italia; Affascinante. Spontanea. L’unica che poteva contraddire o criticare Ernest, mentre tutte lo adulavano». Quando Alfreda Franchetti, poi sposata a Henry Fonda, rilasciava interviste sostenendo di essere lei la Renata del libro, Hemingway scrisse ad Adriana: «Se io morissi, puoi far sapere a tutti quando tenga a te e hai in mano lettere chiare per provarlo» tra cui una dove annunciava « Per evitare problemi» alla sua «Daughter» (figlia, la chiamava così) che il libro già uscito in tutto il mondo non sarebbe stato «ancora pubblicato in Italia», dove era ambientato nella sua Venezia. Adriana vendette tutte le sue lettere a Christie’s per settemila sterline «Forse un modo per esorcizzare quella storia liberandosi da ogni memoria» e quando nell ’83 si suicidò aveva solo 18 anni.