ìla Repubblicaî, Aronne Anghileri, ìLa Gazzetta dello Sportî, Francesco Zucchini, ìlíUnitî 21/08/1998, 21 agosto 1998
Gavettoni. Il calciatore dell’Inter Fabio Galante, volendo fare un gavettone ai compagni di squadra Pirlo e Ventola prima di andare allo stadio per disputare un’amichevole con il Napoli, ha lanciato dal quinto piano dell’Hotel Vesuvio un sacchetto colmo d’acqua che è piombato sulla Fiat Uno con a bordo Gaetano Maffei ed i suoi due figli, Vincenzo di 12 anni e Maria di 11, sfondando il lato destro del parabrezza e ferendo i bambini
Gavettoni. Il calciatore dell’Inter Fabio Galante, volendo fare un gavettone ai compagni di squadra Pirlo e Ventola prima di andare allo stadio per disputare un’amichevole con il Napoli, ha lanciato dal quinto piano dell’Hotel Vesuvio un sacchetto colmo d’acqua che è piombato sulla Fiat Uno con a bordo Gaetano Maffei ed i suoi due figli, Vincenzo di 12 anni e Maria di 11, sfondando il lato destro del parabrezza e ferendo i bambini. Il mese scorso, mentre era in ritiro con la Juventus, Tacchinardi distrusse il telefonino di una giornalista con una bomba ad acqua. Nel 1988, nel ritiro del Napoli cadde un gavettone sugli operatori di una tv mentre i cronisti aspettavano di parlare con Maradona. L’8 agosto 1977 il portiere del Torino Romano Cazzaniga, nel tentativo di lanciare un gavettone al compagno di squadra Santin dalla finestra dell’albergo, si sporse troppo e cadde giù dal quinto piano fratturandosi bacino e costato. GAVETTONI/2. Alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, nei pressi della palazzina italiana, ci fu una vera e propria guerra di gavettoni. Alle finestre erano appostate vedette pronte a segnalare persone in arrivo, sulle quali venivano scaricati litri e litri d’acqua. Nessun problema quando si trattava di lanci sciolti (acqua proveniente da secchi o da sacchetti di plastica aperti), ma talvolta i sacchetti erano legati: Franco Menichelli, campione olimpico a Tokyo ’64 e favorito anche in Messico, si beccò un sacchetto in testa e finì all’ospedale (poi si ruppe il tendine d’Achille in gara e finì anche la carriera). Sulla porta della palazzina il dirigente Egone Cenni aveva affisso un cartello:«Peligro! Agua fria!». La situazione era tale che per porvi fine arrivò, in vesti ufficiali, il Governatore del Villaggio, signor Miranda: fu inondato anche lui, e se ne andò minacciando provvedimenti che poi non fu in grado di prendere (le squadre erano arrivate con molto anticipo per assorbire gli effetti dell’altura, ed i gavettoni erano un diversivo nei giorni privi di tensione agonistica) (Aronne Anghileri, ”La Gazzetta dello Sport” 21/8/98).