Mauro Calamandrei, ཿIL Sole-24 Ore, 5/8/97, 1 giugno 1998
Ogni anno entrano nelle 322 miglia quadrate della città di NewYork 110 mila immigrati con regolare permesso
Ogni anno entrano nelle 322 miglia quadrate della città di NewYork 110 mila immigrati con regolare permesso. Da un quarto di secolo siamo entrati in uno di quei periodi della storia americana in cui le ondate migratorie sono particolarmente vigorose. A New York, nelle scuole, nelle banche, nei negozi e uffici c’é una babele di etnie che però finita la giornata lavorativa ritorna ordinata in edifici, strade e quartieri con identità demografiche rigidamente definite. Nei 4 anni tra il 1990 e il 1994 il blocco più numeroso dei nuovi newyorkesi è quello dei domenicani con 22.000 arrivi l’anno seguiti dai russi con 13.200. Non sempre i nuovi arrivati vanno a prendere i posti e i lavori più umili, gli immigrati dall’India sono per il 24% dirigenti e per il 37% scienziati, tecnici e ingegneri. Eppure nelle zone del Queens e di Staten Island dove vivono prevalgono ancora le tipiche usanze della civiltà indiana, compresi i matrimoni negoziati dai familiari e gli esosi ricatti sulla dote della sposa.