24 agosto 1998
POLVERE
«Senza neppure sapere quello che stava facendo, Mastella ha trasformato Cossiga in un Bendicò, il cane dei Salina, del Gattopardo, ultima traccia di una famiglia dalla storia nobile, che fu buttato dal balcone come ”le cose che si scartano, che si vogliono annullare”. Rileggete e paragonate: ”Durante il volo giù dalla finestra la sua forma si icompose un istante: si sarebbe potuto vedere danzare nell’aria un quadrupede dai lunghi baffi e l’anteriore destro alzato sembrava imprecare. Poi tutto trovò pace in un mucchietto di polvere livida”. Forse è la stessa polvere che oggi Cossiga chiama ”i miei studi di teologia inglese”» (Francesco Merlo, ”Corriere della Sera” 5/3/98).