Lo Stato 03/03/1998, 3 marzo 1998
«In occasione della presentazione del film Wilde l’Alleanza Monarchica di Genova ha voluto ricordare la nobile figura del giudice Willis, che condannò Oscar Wilde a due anni di lavori forzati, per pratiche sessuali contro natura, subite da molti ragazzi dell’epoca, violentati e corrotti dallo scrittore inglese, omosessuale e massone, che morì a Parigi, abbrutito dall’alcolismo e dalle malattie veneree
«In occasione della presentazione del film Wilde l’Alleanza Monarchica di Genova ha voluto ricordare la nobile figura del giudice Willis, che condannò Oscar Wilde a due anni di lavori forzati, per pratiche sessuali contro natura, subite da molti ragazzi dell’epoca, violentati e corrotti dallo scrittore inglese, omosessuale e massone, che morì a Parigi, abbrutito dall’alcolismo e dalle malattie veneree. Lo scrittore, oggi osannato da una cultura da letamaio che ha elevato la trasgressione a sistema di vita, indicato ad esempio più per l’aspetto dissacratorio che letterario aveva, fin dall’infanzia, subito gli effetti nefasti del padre, medico, dissoluto e libertino, condannato per stupro di sue pazienti e della madre, donna esaltata e ”balenga” che odiava le istituzioni e la società inglese. Il vero anticonformismo, ha detto e sostenuto il prof. Luca Traverso, nella manifestazione organizzata dai monarchici liguri, è dunque, oggi, ricordare la figura di questo Giudice che, nel pronunciare la sentenza di condanna, si rammaricò che il processo non si fosse celebrato alcuni anni prima, in quanto avrebbe potuto infliggere la pena di morte» (comunicato stampa dell’Alleanza Nazionale Monarchica).