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 1998  agosto 24 Lunedì calendario

Il Messaggero, lunedì 16 febbraio Ci vuole un enorme sforzo di fantasia per crederci. Altro che speculatrici di borsa! Elsie Scheer, Margaret Houchins e le altre Beardstown Ladies sembrano piuttosto delle bibliotecarie in pensione, con la crocchia bianca a gli occhiali sulla punta del naso

Il Messaggero, lunedì 16 febbraio Ci vuole un enorme sforzo di fantasia per crederci. Altro che speculatrici di borsa! Elsie Scheer, Margaret Houchins e le altre Beardstown Ladies sembrano piuttosto delle bibliotecarie in pensione, con la crocchia bianca a gli occhiali sulla punta del naso. E il bello è che sono entrambe le cose: questo drappello di septuagenarie ed ottuagenarie sono allo stesso tempo nonne in pensione e guru della finanza. In autobus i ragazzini si alzano per cedere loro il posto, ma a Wall Street gli squali della finanza preferirebbero fulminarle. Con quelle maniere vecchio stile, e i completini di poliestere color confetto, le ”Signore di Beardstown” hanno dimostrato al mondo che speculare in borsa è facile e alla portata di tutti. E per di più si può fare con onestà e con rispetto dei propri principi morali. Non ci credete? Bene, sappiate che da 11 anni il portafoglio di investimenti gestito da queste vecchiette frutta più dei portafogli gestiti dai grandi di Wall Street. Gli Invesment Clubs non sono una novità negli Stati Uniti: questa maniera di investire in borsa esiste da dopo la seconda guerra mondiale. Gruppi di amici, colleghi, familiari, stanziano una piccola cifra di partenza, aggiungendo poi un minimo nensile (in genere si parte con cento dollari e se ne aggiungono 25 mensilmente). Il gruppo, di solito, è formato da non più di 25 persone, e ognuna ha un compito: studiare una certa azienda, i suoi rendimenti, la sua storia, i suoi debiti. Un’altra si specializza nelle regole del mercato, un’altra in questioni di tasse, un’altra tiene i contatti con l’operatore che avrà l’incarico di comprare o vendere le azioni. Ogni decisione viene presa democraticamente nel corso delle riunioni, dopo che ciascuno ha esposto quello che ha scoperto. In genere, i gruppi condividono una filosofia di vita: ci sono gruppi ad esempio che non investono nei titoli di tabacco o di alcolici, altri che rifiutano titoli di società che sfruttano il lavoro dei minorenni nei paesi in via di sviluppo, altri che non toccherebbero i titoli di società mediche che ammettono l’aborto, e così via. Secondo un censimento dell’anno scorso, negli Stati Uniti esistono circa 250 mila club di investimento. Ma è grazie all’esempio delle Ladies di Beardstwn, le nonnine di quella sperduta cittadina dell’Illinois, che da una decina d’anni si moltiplicano i club di sole donne. Oramai circa il 42 per cento degli Investment Clubs sono ”in rosa”. E non basta: i club al femminile rendono meglio. Il loro segreto? Studiano con accortezza, investono senza fretta, evitano scommesse rischiose. Ma poi è il fatto stesso di essere donne che aiuta: le donne confessano paure e insicurezze, danno ascolto al proprio istinto, ammettono errori. Migliore comunicazione vuol dire più conoscenza, e quindi meno rischi. Neanche dieci anni fa, il mondo maschilista e in doppio petto di Wall Street reagì con battutine sacrastiche. Oggi, nelle librerie di Wall Street sotto i grattacieli della finanza mondiale, i libri delle Ladies di Beardstown rimangono i più venduti in assoluto. Un record anche questo. Anna Guaita