Giordano Bruno Guerri, ìil Giornaleî 25/08/1998, 25 agosto 1998
PAPI. Il cardinale Benedetto Caetani per diventare papa Bonifacio VIII doveva scalzare dal soglio pontificio Celestino V: lo fece abdicare imitando nella sua cella ascetica voci angeliche aralde dell’ordine divino di abbandonare il trono
PAPI. Il cardinale Benedetto Caetani per diventare papa Bonifacio VIII doveva scalzare dal soglio pontificio Celestino V: lo fece abdicare imitando nella sua cella ascetica voci angeliche aralde dell’ordine divino di abbandonare il trono. Eletto papa lo fece arrestare e non si sa se lo uccise con una picconata o un grosso chiodo piantato nella testa. Avido e vanesio, si faceva ritrarre in molte statue, anche dorate, e amava donne e ragazzi. Per arricchire la Santa Sede inventò il giubileo, da un’antica tradizione ebraica: nel 1300 era garantita redenzione a chi si recava in pellegrinaggio a Roma. Iniziarono le frodi di osterie e alberghi che alimentarono la fama che ancora preoccupa i turisti stranieri in Italia (gli albergatori «facevano jacere» sei o sette persone in un letto che ogni pellegrino si era affittato per sè). Il giubileo, che all’inizio doveva tenersi ogni secolo, ma dal 1400 si tiene ogni 25 anni o meno, arricchì Roma, invasa da uno-due milioni di pellegrini: un cronista racconta che «due chierici stavanno presso l’altare di San Paolo, tenendo in mano un rastrello per raccogliere monete senza numeroª