ཿThe Economist, 27/9/97, 27 settembre 1997
MAC DONALD’S
Il mercato sudafricano sembra essere l’unico a resistere a McDonald’s. Pur avendo registrato il proprio marchio in Sudafrica dal 1968, la catena americana per via della forte lobby anti-apartheid, non vi ha aperto locali sino al 1993, cioé a ridosso delle prime elezioni multirazziali. Ha trovato un mercato che chiuso al resto del mondo aveva sviluppato catene di fast food vicine ai gusti degli africani, bianchi e neri. Fra gli altri la ”Mac Donald’s”: trascinata in tribunale la multinazionale americana ha perso la causa non avendo rinnovato la registrazione del marchio dal 1985 al 1993. Un ricorso basato su di un sondaggio d’opinione non è stato accettato avendo dimostrato sì la notorietà del marchio originale, ma solo fra i bianchi di classe media del paese, cioè meno del 23 per cento della popolazione complessiva. La clientela di colore preferisce il pollo al manzo e ama i cibi speziati e piccanti. La percentuale del mercato conquistata da McDonald’s nel paese è minima. Prevalgono altri gruppi come Kentucky Fried Chicken, Wimpy, Chicken Licken (pollo economico), Nando’s burger (hamburger di pollo stile portoghese-mozambicano), Bimbo’s e Steer’s. Quest’ultimo, seguendo la passione dei boeri per il manzo e il ”braai”, giganteschi barbecue tradizionali, produce hamburger di grandi dimensioni (il ”Big Steer”, 200 grammi di carne). Al confronto il Big Mac impallidisce.