ཿla Repubblica 19/10/97, 19 ottobre 1997
Italia. «Ancora a proposito della famosa ”sindrome di Stoccolma” nella versione italiana più recente
Italia. «Ancora a proposito della famosa ”sindrome di Stoccolma” nella versione italiana più recente. Noi italiani abbiamo spesso problemi di comunicazione e d’immagine sia all’interno sia all’estero. Ma circa le buffonate dell’attualità, forse dovremmo ricordare i tanti bibitari e tassisti che anche nei paesi più lontani ci gridavano felici ”Paolo Rossi! Paolo Rossi!”. E le signore americane che sanno a memoria tanti nostri calzolai bravissimi. Però nessuno aveva in mente nomi di statisti o pensatori italiani. Ricordo un giovane maragià indiano, presso Jaipur, che nel suo castello diceva: adoro l’Italia, ma Roma e Venezia e Firenze non mi interessano, a me importa soprattutto Milano, e non certo per Brera o il Duomo, ma per il prêt-à-porter e le boutiques. E un anziano sofisticato direttore di Salisburgo: la cosa più bella che avete in Italia è il concorso dei cani a Cernobbio, mai ne mancherei uno. E un rinomato esteta parigino: ah, la meraviglia dei vostri cortei di giovani, con tutti che urlano e si picchiano, vivacissimi! Mi mancano, mi mancano, quando faranno i prossimi?» (Alberto Arbasino).