Edoardo Raspelli, ìLa Stampaî 23/10/97, 23 ottobre 1997
«Per la nostra salute ormai mangiamo maiali magri sanissimi ma insapori; per la miopia delle nostre leggi l’Aceto Balsamico Tradizionale che viene dai millenni è affiancato da un prodotto industriale cui si può aggiungere anche acqua e caramello; lo speck dell’Alto Adige si può fare anche con cosce che arrivano surgelate da chissà dove, che vengono stagionate il minimo indispensabile e che ti lasciano in bocca il gusto esangue di maiali evanescenti
«Per la nostra salute ormai mangiamo maiali magri sanissimi ma insapori; per la miopia delle nostre leggi l’Aceto Balsamico Tradizionale che viene dai millenni è affiancato da un prodotto industriale cui si può aggiungere anche acqua e caramello; lo speck dell’Alto Adige si può fare anche con cosce che arrivano surgelate da chissà dove, che vengono stagionate il minimo indispensabile e che ti lasciano in bocca il gusto esangue di maiali evanescenti. Il Castelmagno, per la bramosia di vendita dei produttori, ti regala, con l’assenso della legge, dopo tre mesi dalla mungitura, un formaggio che ha la consistenza e il gusto del gesso. L’industria casearia, strenuamente contrastata dai consorzi di qualità, leggi Grana Padano, pretende di fare i formaggi utilizzando tecniche rivoluzionarie e che permettono di utilizzare latti di importazione di bassa qualità ed a prezzi stracciati. L’industria oleicola mondiale suggerisce alla Cee di poter chiamare ”extravergine italiano” un prodotto d’importazione qualsiasi purché sia stato filtrato in Italia... Da noi manca il sistema integrato che permetta di produrre in modo remunerativo dai mangimi di buona qualità agli animali ”giusti”. Il pesce persico arriva sui nostri laghi, surgelato, dall’Olanda; la gallina di tre chili ed i branzini pescati all’amo sono spariti. Nelle merendine dei nosti figli, solo le traduzioni inglesi e francesi ammettono che sono presenti, tra i rassicuranti ”grassi vegetali”, gli esiziali oli di palma e di cocco, tra l’indifferenza del ministro della Sanità e di quello del palato».