Capital, settembre 1998, 26 agosto 1998
Il fatturato dell’industria discografica italiana, che non è neanche tra le prime dieci nel mondo e viene dopo Brasile, Olanda e Spagna, è stato nel 1997 di 746 miliardi per un totale di 60 milioni di pezzi venduti tra cd e musicassette
Il fatturato dell’industria discografica italiana, che non è neanche tra le prime dieci nel mondo e viene dopo Brasile, Olanda e Spagna, è stato nel 1997 di 746 miliardi per un totale di 60 milioni di pezzi venduti tra cd e musicassette. Copie vendute negli ultimi quattro anni da Eros Ramazzotti: 11 milioni (oltre 20 nei quindici anni di carriera). Da Laura Pausini: 8 milioni e mezzo. Da Andrea Bocelli: 8 milioni. Da Zucchero: 6 milioni. Da Pino Daniele: 2 milioni e 700 mila. Dagli 883: 2 milioni e 350 mila. Da Mina: 2 milioni e 300 mila. Da Jovanotti e da Ligabue: 2 milioni e 50 mila. Da Claudio Baglioni: 1 milione e mezzo. Da Vasco Rossi: 1 milione e 300 mila. Dai Pooh: 1 milione e 220 mila. Dagli Articolo 31: 1 milione (Giovanni Iozzia e Antonio Orlando, ”Capirtal” settembre 1998). MUSICA/2. Un cantante di fascia alta (ad esempio Eros Ramazzotti) guadagna 3/4 mila lire di royalty e 750 lire di diritti Siae su ogni pezzo venduto, 2/3 mila lire di royalty su ogni biglietto venduto per un concerto, 70/100 mila lire per ogni minuto di riproduzione radiofonica, 4 milioni e mezzo per un passaggio tv.