ཿIl Giorno, 2/10/97, 2 ottobre 1997
Giocattoli. Il leader americano nel settore dei giocattoli, la catena Toy R Us, avrebbe stretto accordi con i produttori per tenere alti i prezzi e danneggiare la concorrenza
Giocattoli. Il leader americano nel settore dei giocattoli, la catena Toy R Us, avrebbe stretto accordi con i produttori per tenere alti i prezzi e danneggiare la concorrenza. Secondo il giudice amministrativo James Timony di New York la catena avrebbe costretto i maggiori produttori del settore come Mattel o Hasbro a vendere i loro giocattoli solo nei suoi negozi e non in quelli delle catene concorrenti come Price/Costco, BJ’s e Sam’s club. Tra gli esempi citati in tribunale la Hasbro si sarebbe rifiutata di vendere il pupazzo del soldato ”G.I. Joe” e la Mattel i tavoli da biliardo per bambini Fisher Price ai concorrenti di Toy R Us. La catena avrebbe inoltre bloccato la vendita dei gadget del film Disney ”Toy story” alle ai negozi che vendono giocattoli a prezzi scontati ed inoltre le bambole Barbie della Mattel sarebbero state vendute ai concorrenti a prezzi maggiorati. Il modello ”Hollywood Hair Barbie” lo scorso inverno nei negozi Toy R Us costava 11 dollari mentre altrove poteva essere comprata solo con un package diverso e a 15 dollari.