Marco Neirotti, La Stampa 26/08/1998, 26 agosto 1998
L’attrice Laura Efrikian ha inviato al concorso di Pieve Santo Stefano (Arezzo), lettere d’amore dei suoi nonni, trovate nel baule, tra centrini e ricami con l’ago ancora infilato, che raccontano una storia tenutale nascosta da pudori e prudenze della famiglia
L’attrice Laura Efrikian ha inviato al concorso di Pieve Santo Stefano (Arezzo), lettere d’amore dei suoi nonni, trovate nel baule, tra centrini e ricami con l’ago ancora infilato, che raccontano una storia tenutale nascosta da pudori e prudenze della famiglia. Nel 1908 a Venezia Akop Ephrikian, giovane sacerdote della congregazione mechitarista armena, viene incaricato di portare delle stampe antiche a una ragazza benestante, Laura Zasso, e si innamora di lei. Che gli scrive: «Quando Lei giovedì mi espose i suoi sentimenti affettuosi, in sulle prime rimasi meravigliata per lasciar poi posto a un vero e sentito dispiacere. Troppe, Padre, troppe sono le cause che si oppongono a una simile unione! Che cosa direbbe la mia sorella, i miei cognati, i parenti tutti, se sapessero che per causa mia un sacerdote à abbandonato il suo ministero divino? E’ necessario ch’Ella mi dimentichi. Se l’avessi conosciuto laico la cosa sarebbe ben differente...». Dopo un’attesa tormentata e incontri fugaci ebbe luogo il matrimonio.