Fabio Albanese, ཿLa Stampa 12/9/97, 12 settembre 1997
Noto. Capitelli, pezzi di colonne, ornamenti, rosoni, frammenti di intonaco dipinto, un blocco di pietra con una data impressa (1871), decorazioni in marmo: centinaia di reperti della cattedrale di Noto
Noto. Capitelli, pezzi di colonne, ornamenti, rosoni, frammenti di intonaco dipinto, un blocco di pietra con una data impressa (1871), decorazioni in marmo: centinaia di reperti della cattedrale di Noto. A un anno e mezzo dal crollo del tempio barocco, questi preziosissimi reperti, già accuratamente catalogati, sono stati rinvenuti nella discarica abusiva di Porta Vecchia, periferia del paese, abbandonati come inutili rifiuti. Si sarebbero dovuti trovare nella contrada Zuppardo, in un’ area sorvegliata messa appositamente a disposizione dal comune. La commissione della ricostruzione del tempio barocco era stata affidata al prefetto di Siracusa, Elio Priore; la notizia sembra essergli piombata addosso come una maledizione. Il sindaco, Raffaele Leone, tenta invece di sdrammatizzare, definendo inutilizzabile quel materiale, avente valore solo per le indagini sulle cause del crollo. Non è infatti escludibile l’ipotesi che tutti quei frammenti di barocco siano stati volutamente occultati, esclusivamente a titolo di prova nell’inchiesta sulle effettive responsabilità.