Romeo Bassoli, ìlíUnitî 23/9/97, 23 settembre 1997
L’IBM
ha annunciato di essere pronta a lanciare sul mercato chip che utilizzano , sul supporto tradizionale di silicio, i circuiti in rame anziché in alluminio. I chip che useranno il sistema IBM (soprannominato CMOS 75) dovrebbero aumentare del 40% le loro velocità, il rame infatti trasporta l’elettricità più rapidamente dell’alluminio. Il rivoluzionario microprocessore utilizza un sistema brevettato con una «barriera di fusione» per impedire al rame di provocare una pericolosa reazione chimica con il silicio. I nuovi computer potrebbero comparire già l’anno prossimo e potranno far viaggiare le informazioni ben oltre i 300megaHertz oggi possibili, fino a toccare i 1000megaHertz. Dal momento inoltre che la lavorazione con il rame costa meno, il prezzo dei nuovi chip potrebbe essere inferiore del 20-30%. Secondo gli esperti dell’azienda americana, il nuovo processo di produzione permetterà di realizzare transistor di 0,20 micron, cioè 500 volte più sottili di un capello umano e circa tre volte più piccoli dei più sofisticati attualmente in commercio. L’azienda per il momento non ha intenzione di concedere il permesso di sfruttamento del brevetto ad altri produttori di processori; è chiaro che l’IBM punta a sconfiggere il suo principale concorrente, l’Intel.