Claudio Ris, Io Donna 20/09/1997, 20 settembre 1997
«La relazione tra cacciatore e animale risale ai primordi della storia umana: l’uomo uccide l’animale che lo nutre, e contemporaneamente lo ringrazia
«La relazione tra cacciatore e animale risale ai primordi della storia umana: l’uomo uccide l’animale che lo nutre, e contemporaneamente lo ringrazia. E, nelle culture tradizionali, lo rispetta e lo venera come se fosse un Dio. Gli esquimesi, dopo aver ucciso la foca, ne mangiano ritualmente il fegato crudo, in segno di ringraziamento. L’alce e il salmone per i nordici, il bufalo per gli indiani d’America, il cervo per molti popoli germanici sono animali Totem, esseri protettori che si uccidono ma che allo stesso tempo si amano e si rispettano. Chiunque conosca il grande rito della caccia al cervo in Austria sa con quanta solennità e devozione per l’animale venga compiuta. In Camargue i cavalieri cacciano il toro selvatico, che poi viene cotto allo spiedo e mangiato in cerchio durante il plenilunio d’agosto: è un rito che si tramanda fin dai tempi del culto di Mitra, il dio toro».