ཿStampa del 11/9/97, 11 settembre 1997
Diritti. «Si parla molto (e giustamente) dei diritti degli omosessuali. ferma restando la sacrosanta libertà per ciascuno di decidere da sé come vivere la propria vita, gioverà peraltro ricordare che oltre alle categorie ”tradizionali” degli etero e degli omosessuali, c’è anche una terza categoria, della quale molti non sospettano neanche l’esistenza ma che invece esiste eccome: quella dei non-sessuali
Diritti. «Si parla molto (e giustamente) dei diritti degli omosessuali. ferma restando la sacrosanta libertà per ciascuno di decidere da sé come vivere la propria vita, gioverà peraltro ricordare che oltre alle categorie ”tradizionali” degli etero e degli omosessuali, c’è anche una terza categoria, della quale molti non sospettano neanche l’esistenza ma che invece esiste eccome: quella dei non-sessuali. Si tratta di persone che, pur essendo state dotate dalla natura di un’identità sessuale maschile o femminile, non sentono alcun bisogno di esercitarla; sono cioè persone normalissime, che lavorano, studiano e fanno tutte le cose che fanno anche le altre persone, meno per l’appunto ”quella cosa”, semplicemente perché non gli interessa farla! E non per questo si sentono inferiori o diverse... Di queste persone ci si ricorda (raramente!) solo per cercare di convincerle che non sono normali e per propinar loro ogni sorta di ”cura” per ”normalizzarli”. Ma, di grazia, mi si dica: che cos’è la normalità...» (Lettera di S. C., Torino alla Stampa).