1 giugno 1998
Incesto? Che cosa si deve pensare di magistrati e forze dell’ordine che irrompono in una camera da letto e, dopo aver accertato che il pagliericcio era ancora caldo, arrestano i due amanti, poi rendono nota la notizia urbi et orbi e consegnano la foto ai giornali, per il fatto che lui è il suocero di lei? E che dire di un codice che qualifica una relazione di questo tipo come ”incesto” (da cui l’arresto)? Gli articoli del codice in questione sono due
Incesto? Che cosa si deve pensare di magistrati e forze dell’ordine che irrompono in una camera da letto e, dopo aver accertato che il pagliericcio era ancora caldo, arrestano i due amanti, poi rendono nota la notizia urbi et orbi e consegnano la foto ai giornali, per il fatto che lui è il suocero di lei? E che dire di un codice che qualifica una relazione di questo tipo come ”incesto” (da cui l’arresto)? Gli articoli del codice in questione sono due. Il primo è il numero 564, titolo XI che recita: «chiunque, in modo che ne derivi pubblico scandalo, abbia una relazione con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea diretta, ovvero con una sorella o un fratello» dizione che esclude quindi il reato di incesto del codice civile che definisce ”l’affinità”: «Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge», una condizione che cessa solo se il matrimonio è dichiarato nullo. La stampa ha generalmente condannato l’azione del magistrato e dei carabinieri, ma ha pubblicato nomi, cognomi, indirizzi e foto dei cosiddetti rei. A Cecilia Gatto Trocchi pare che il rapporto tra suocero e nuora sia ancora più grave di quello tra consanguinei. Il magistrato Conso, ex ministro, ha difeso l’articolo 564 del codice, auspicando che non sia abolito.