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 1998  giugno 01 Lunedì calendario

Fusioni. A proposito della fusione tra la finanziaria di Gemina Hpi e il gruppo Valentino: Limitare i rischi dovuti alle licenze era un obiettivo che Hpi si era posta anche con l’operazione Marzotto poi andata a monte

Fusioni. A proposito della fusione tra la finanziaria di Gemina Hpi e il gruppo Valentino: Limitare i rischi dovuti alle licenze era un obiettivo che Hpi si era posta anche con l’operazione Marzotto poi andata a monte. Secondo lei è stata alla fine una fortuna o una sfortuna per Hpi? «Marzotto era sicuramente un’operazione di maggiore portata, questa è più piccola. Con il gruppo di Valdagno Hpi si sarebbe integrata a monte nei filati e nei tessuti oltre ad acquisire un marchio come Hugo Boss che non deve essere sottovalutato. Con Valentino Hpi si integra a valle come concezione di prodotto e di marchio ed è più coerente con il portafoglio attuale e presenta minori rischi: con Marzotto il cambiamento necessario, anche da un punto di vista organizzativo interno, sarebbe stato maggiore. Forse nel lungo termine l’operazione Valentino rinforza meno il gruppo, ma per saperlo ci vorrebbe la sfera di cristallo. Quel che è certo è che Valentino ha un appeal ben maggiore per gli investitori anche perché è un progetto coerente rispetto alla strategia annunciata dal management di rinforzare il gruppo nel settore tessile». Ora Hpi deve cambiare nome per via della sovrapposizione con la Hewlett-Packard. un peccato che abbia anche il business dell’editoria perché se potesse chiamarsi solo Valentino potrebbe fare faville... «Un titolo quotato in borsa che si chiami Valentino riscuoterebbe successo tra gli investitori e potrebbe attirare denaro».