Rene Chun, ཿL’Espresso, 18/9/97, 18 settembre 1997
Cocaina. Quest’anno gli americani spenderanno 50 miliardi di dollari in droghe, di cui 30,8 per la cocaina che vent’anni fa costava 40 mila dollari al chilo e ora costa 20-25 mila dollari
Cocaina. Quest’anno gli americani spenderanno 50 miliardi di dollari in droghe, di cui 30,8 per la cocaina che vent’anni fa costava 40 mila dollari al chilo e ora costa 20-25 mila dollari. A Manhattan la cocaina costa meno di un buon spinello. Il prezzo è crollato da una parte per la spietata concorrenza tra i vari cartelli, dall’altra perché nel mondo c’è una notevole sovrapproduzione. A New York almeno 200 mila persone sniffano regolarmente. A differenza degli anni Ottanta, quando il quarto d’ora perso per tagliare e dividere la polvere bianca era ormai un rito, oggi la gente sniffa direttamente dalle mani perché si fa prima e non si dà nell’occhio. Fattori che hanno fatto tornare di moda la cocaina: le campagne contro le droghe pesanti; l’abitudine delle persone di successo che lavorano da mattina a sera di usarla per sopportare lo stress, cosiccome le popolazioni andine masticano le foglie per sopportare l’altitudine; la sempre più diffusa necessità di perdere peso (la modella che intervistata disse: «Il mio personal trainer segue una dieta a base di coca»); il ritorno dei superalcolici, più facili da sopportare se uniti alla cocaina («l’unico modo per sorbire Martini e cocktail vari tutta la notte senza afflosciarsi è quello di prendere la coca»); la moda delle cene in case private, atmosfera rilassata, droga che arriva su macchine di lusso, il padrone di casa che mette sul tavolo un piatto di cocaina e uno di Ketamina (un derivato del cloridrato di fenilciclidina). Per passare il tempo si gioca a Monopoli e Scarabeo, si guarda una cassetta, si fa portare la cena da un ristorante di lusso e ci si siede in circolo con sottili calici di vino («A questo punto la cocaina non è una droga, è solo un antipasto»). Effetti collaterali: un buon 70% dei cocainomani soffre di iperattività sessuale; la cocaina sarebbe il principale fattore, sottaciuto, che contribuisce alla diffusione dell’Aids.