Michele Anselmi, ཿl’Unità, 10/9/97, 10 settembre 1997
Pubblicità. «Quella della pubblicità può diventare una macchina coprofoga, che mangia tutto, ricicla tutto
Pubblicità. «Quella della pubblicità può diventare una macchina coprofoga, che mangia tutto, ricicla tutto. La pubblicità fatta a forma di pubblicità (gli spot, i poster, gli annunci stampa) in fondo è la meno pericolosa: uno sa che è palese, sta dentro recinti ben delimitati. Il guaio è quando un prodotto diventa espressione di un modo di essere. Per la serie: ”Tu sei Nike, io sono Reebok”, come capita tra le gang americane che si sparano. Oggi la pubblicità vera è Michael Jordan che si scambia il cappellino della Nike con Clinton. Da noi invece capita che se uno porta un maglioncino Benetton-Toscani non è razzista, anche se è di Pieve Soligo e odia i terroni» (Sandro Baldoni).