ཿCorriere della Sera, 1/9/97, 1 settembre 1997
Disoccupati. «Ma che cosa crearono le buche fatte scavare e subito fatte colmare durante la Rivoluzione francese del 1848 allo scopo di dar lavoro ai disoccupati parigini? All’infuori di un po’ di tranquillità politica, il lavoro delle buche scavate a vuoto non poteva crear nulla
Disoccupati. «Ma che cosa crearono le buche fatte scavare e subito fatte colmare durante la Rivoluzione francese del 1848 allo scopo di dar lavoro ai disoccupati parigini? All’infuori di un po’ di tranquillità politica, il lavoro delle buche scavate a vuoto non poteva crear nulla. Che cosa creano i posti di lavoro per uscieri, inservienti, bidelli, impiegati d’ordine e di concetto, braccianti e dirigenti, creati in numero esuberante, con l’umanitario scopo di dar lavoro ai disoccupati? [...]. La domanda sostanziale da porre, a coloro i quali propongono provvedimenti intesi al santo scopo di dar lavoro ai disoccupati, è dunque: «Il lavoro proposto è atto a crear beni, ad accrescere la massa dei prodotti e dei servizi di cui vivono gli uomini? Alle buone intenzioni risponde l’attitudine a raggiungere lo scopo, che non è mai quello di crescere la fatica umana per ottenere un dato risultato, ma di aumentare il prodotto con uguale e forse con minor fatica?» (Da Luigi Einaudi ai seminaristi e agli studenti liceali, 1961. Da Le prediche della domenica, Einaudi).