Claudine Brcourt-Villars, "Gli amanti di Venezia", Edizioni dell’Altana, 1 giugno 1998
La camera della principessa Gravina, amante di D’Annunzio, era sontuosa, tutto era un invito al piacere: il letto molto basso e dalla larghezza insolita, ricoperto da opulenti stoffe e riparato da un baldacchino di sontuosi drappeggi che dei passamani a spirale rialzavano verso il muro
La camera della principessa Gravina, amante di D’Annunzio, era sontuosa, tutto era un invito al piacere: il letto molto basso e dalla larghezza insolita, ricoperto da opulenti stoffe e riparato da un baldacchino di sontuosi drappeggi che dei passamani a spirale rialzavano verso il muro. Maria Gravina era alta, bruna, occhi neri, appassionata.