Claudine Brcourt-Villars, "Gli amanti di Venezia", Edizioni dell’Altana, 1 giugno 1998
La corrispondenza che D’Annunzio indirizzò alla Duse è andata quasi del tutto distrutta, a lungo si è creduto che fosse stata la figlia di lei, Enrichetta, a far scomparire le lettere (il poeta glielo rimproverava in un telegramma del giugno 1934), probabilmente invece a farle sparire fu la sorella di Giuseppe Giacosa, alla quale l’attrice le aveva affidate pregandola di distrugerle dopo la sua morte
La corrispondenza che D’Annunzio indirizzò alla Duse è andata quasi del tutto distrutta, a lungo si è creduto che fosse stata la figlia di lei, Enrichetta, a far scomparire le lettere (il poeta glielo rimproverava in un telegramma del giugno 1934), probabilmente invece a farle sparire fu la sorella di Giuseppe Giacosa, alla quale l’attrice le aveva affidate pregandola di distrugerle dopo la sua morte.