Claudine Brcourt-Villars, "Gli amanti di Venezia", Edizioni dell’Altana, 1 giugno 1998
Sarah Bernhardt usava come giaciglio una bara imbottita. Stravagante, indossava gioielli vistosi, adorava le tuberose e le lampade velate da crêpe
Sarah Bernhardt usava come giaciglio una bara imbottita. Stravagante, indossava gioielli vistosi, adorava le tuberose e le lampade velate da crêpe. Conosciuto D’Annunzio (che arrivò a Parigi il 16 gennaio 1898 e si fece precedere da una quantità di fiori inimmaginabile), lo trovò «meraviglioso, squisito, ma così brutto. I suoi occhi, signore, sono... due piccole cacche».