Laura Facchi, ìdiario della settimanaî 1/9/98, 26 agosto 1998
A Scutari i maschi di cinquanta famiglie vivono segregati in casa per paura della vendetta di famiglie nemiche (uno di loro non esce da casa da più di un anno, da quando il figlio ha ucciso il capofamiglia di una casa vicina in seguito ad una discussione sfociata in violenza)
A Scutari i maschi di cinquanta famiglie vivono segregati in casa per paura della vendetta di famiglie nemiche (uno di loro non esce da casa da più di un anno, da quando il figlio ha ucciso il capofamiglia di una casa vicina in seguito ad una discussione sfociata in violenza). Li mantengono le madri, mogli, sorelle e figlie, che possono uscire di casa per andare a lavorare. Due organizzazioni, la ”Missione per la riappacificazione del sangue”e la ”Fondazione per la riconciliazione delle dispute”, mediano per riconciliare le famiglie, che allora si riuniscono per festeggiare senza la partecipazione delle donne: i due capofamiglia si pungono un dito e lasciano scivolare gocce di sangue dentro ad un bicchiere di raki (grappa albanese) dal quale berranno entrambi.