Claudine Brcourt-Villars, "Gli amanti di Venezia", Edizioni dell’Altana, 1 giugno 1998
Alla morte della Duse, D’Annunzio si chiuse nel Vittoriale. Convocava medium e diceva di essere in contatto con lo spirito della "Dolce Morta"
Alla morte della Duse, D’Annunzio si chiuse nel Vittoriale. Convocava medium e diceva di essere in contatto con lo spirito della "Dolce Morta". La sua salute si deteriorò all’improvviso nel 1936. Ossessionato dall’idea della decomposizione fisica e sentendo vicina la fine, avrebbe avuto perfino l’intenzione di tuffarsi in un bagno d’acido per distruggere i suoi tessuti. Morì al tavolo da lavoro il 1° marzo 1938 alle 20.05, per emorragia cerebrale. Sullo scrittoio, tra soprammobili e libri rilegati, parecchie versioni di una dedica incompiuta: «A Eleonora Duse/testimone velata/che d’improvviso/pari allo splendore del suo presagio il combattente/desiderò nei voti del suo perdono...».