Gad Lerner, ཿLa Stampa, 28/8/97, 28 agosto 1997
Giornalisti. «Da La grande occasione trae definitiva conferma un sospetto che nutrivamo da tempo: e cioè che il fastidio quasi fisico esibito dal segretario pidiessino nei confronti dei giornalisti, corrisponda a un disagio più profondo, derivante dal riconoscersi infine così simile all’oggetto della propria polemica
Giornalisti. «Da La grande occasione trae definitiva conferma un sospetto che nutrivamo da tempo: e cioè che il fastidio quasi fisico esibito dal segretario pidiessino nei confronti dei giornalisti, corrisponda a un disagio più profondo, derivante dal riconoscersi infine così simile all’oggetto della propria polemica. Quello è l’orizzonte storico della sua politica. Come i tanto vituperati cronisti di Palazzo, anch’egli ogni qualche pagina sente il bisogno di interrompere le riflessioni istituzionali per regalarci più o meno gustosi retroscena, a cominciare dalla versione definitiva delle pietanze servite nell’ormai stranota cena in casa di Letta. Sempre di quella serata cruciale, il libro fornisce anche il resoconto di un memorabile duello ingaggiato dall’auto di D’Alema con il motorino del nostro Augusto Minzolini [...] Solo che, scopriamo oggi, D’Alema non correva via al solo scopo di tutelare la propria privacy, ma anche di proteggere la propria ”esclusiva”. Perché quella cena voleva raccontarla per primo lui, nel libro. Esattamente come vi racconta altri colloqui che pochi mesi fa aveva dichiarato risevatissimi, per esempio quello con Kohl. La contraddizione appare ancora più stridente riguardo all’incontro - definito ”segreto” - con padre Giuseppe Dossetti. Prima il D’Alema politico ne sottolinea la difficoltà per via del riserbo necessario a evitare ”strumentalizzazioni spettacolari e mediatiche”. Subito dopo, però, il D’Alema giornalista ne riferisce i contenuti. Forse che l’embargo è caduto a seguito della morte di padre Dossetti? [...] Per formazione culturale ed esperienze di vita egli appartiene alla stessa generazione di giornalisti cui ambisce contrapporsi per poi riscoprirsi a loro tanto simile [...] D’ora in poi considereremo le sue polemiche con i colleghi per quello che sono: liti in famiglia» (Gad Lerner).