Pietro Del Re, ìIl VenerdÏ di Repubblicaî 28/8/98, 28 agosto 1998
Diamanti. La De Beers Consolidated Mining, il cartello sudafricano che dagli anni Trenta controlla l’80 per cento del mercato dei diamanti, oggi è minacciato dalla Russia e dai ribelli dell’Angola
Diamanti. La De Beers Consolidated Mining, il cartello sudafricano che dagli anni Trenta controlla l’80 per cento del mercato dei diamanti, oggi è minacciato dalla Russia e dai ribelli dell’Angola. Mosca da qualche anno vende diamanti per conto proprio (un miliardo di dollari solo nel ’94), costringendo la De Beers a ridurre i prezzi dei diamanti meno pregiati, quelli in concorrenza con la Russia, e a rincarare le pietre di alto valore, di cui ha l’esclusiva. Nel 1997 il cartello sudafricano raggiunse con Eltsin un accordo che scadrà alla fine del ’98, che prevede l’acquisto di 550 milioni di dollari di diamanti. La società di Stato dell’Angola, invece, per seicentomila carati (un carato equivale a 0,2 grammi) che vende alla De Beers, ne estrae clandestinamente due milioni, contrabbando che ha finanziato il riarmo della guerriglia antigovernativa angolana Unita fruttandole 360 milioni di dollari. Il traffico illegale potrebbe far crollare i prezzi dei diamanti e provocare una violenta onda d’urto sui mercati internazionali. La De Beers è vittima del suo stesso monopolio: vorrebbe acquistare i diamanti illeciti e reintrodurli sul mercato , ma non può perchè non sono certificati e l’Unione Europea glielo vieta.