Carlo Alberto Bucci, ìlíUnitî 30/8/98, 1 settembre 1998
I parroci investono molto denaro nell’acquisto dell’arredamento liturgico, frutto per lo più di una produzione seriale di carattere industriale: la pratica artigianale sta scomparendo e il mondo della committenza ecclesiastica e della ricerca artistica stentano a confrontarsi se non nel campo dell’edilizia sacra
I parroci investono molto denaro nell’acquisto dell’arredamento liturgico, frutto per lo più di una produzione seriale di carattere industriale: la pratica artigianale sta scomparendo e il mondo della committenza ecclesiastica e della ricerca artistica stentano a confrontarsi se non nel campo dell’edilizia sacra. A differenza degli architetti sono pochi i pittori e gli scultori che hanno occasione di lavorare per le chiese e gli artisti che provano oggi ad esprimersi nell’arte sacra sono portavoce di una società bombardata da immagini, dove l’ascesi non è favorita dalla figurazione, ma dal silenzio delle forme. Come Carlo Lorenzetti, che una sola volta ha lavorato per un edificio sacro: nel 1995 donò alla chiesa romana di Michelangelo, S. Maria degli Angeli, un paliotto in rame sbalzato, che rappresenta un respiro, ”come se fosse stato plasmato dal vento, un soffio naturale e divino al contempo”.