Cesare De Carlo, ཿIl Giorno, 26/8/97, 26 agosto 1997
Sigarette. (vedi anche ”Tabacco in Cina” -o simile- nel documentone, ritaglio tratto da ”la Svolta”) Da un’indagine del ”New York Times”, le multinazionali del tabacco come Brown & Williamson, una sussidiaria della RJR Nabisco Corporation, Philip Morris e altre ancora, rifornirebbero direttamente i contrabbandieri di sigarette con partite per diversi miliardi di dollari l’anno
Sigarette. (vedi anche ”Tabacco in Cina” -o simile- nel documentone, ritaglio tratto da ”la Svolta”) Da un’indagine del ”New York Times”, le multinazionali del tabacco come Brown & Williamson, una sussidiaria della RJR Nabisco Corporation, Philip Morris e altre ancora, rifornirebbero direttamente i contrabbandieri di sigarette con partite per diversi miliardi di dollari l’anno. Negli ultimi dieci anni il volume del contrabbando è triplicato ed ora copre un quarto della produzione. Le sigarette vendute fuori degli Stati Uniti passano attraverso bande di contrabbandieri evitando qualsiasi tipo di tassazione, i consumatori sono avvantaggiati comprandole aprezzi molto inferiori rispetto alla normale rete di distribuzione. L’ammontare delle perdite fiscali è di 16 miliardi di dollari, circa 30 miliardi di lire. Le case produttrici negano, limitandosi a dire di vendere a grossisti e non sapere poi attraverso quali canali i grossisti smistino poi la merce. Il ”New York Times” ha però raccolto una documentazione molto dettagliata, le spedizioni arriverebbero in Svizzera dove le leggi commerciali sono più permissive con indicato un destinatario finale falso. L’acquirente ricila il carico attraverso due o tre passaggi ed in fine lo fa arrivare al vero cliente, il contrabbandiere. Un altro metodo consiste nel trasporto con navi che si fermano fuori dalle acque territoriali italiane o spagnole e nella consegna ai contrabbandieri tramite motoscafi veloci, in alternativa le navi arriverebbero ad Anversa e da qui, con autotreni, le sigarette arriverebbero ai mercati dell’Europa dell’Est. Solo a Napoli il traffico illegale avrebbe un valore di 500 milioni di dollari l’anno, 900 miliardi di lire.