Pietro Del Re, Il VenerdÏ della Repubblica 28/08/1998, 28 agosto 1998
Il più celebre diamante del Medioevo fu il Koh-i-Noor, che alla corte del maragià significava ”la montagna di luce”
Il più celebre diamante del Medioevo fu il Koh-i-Noor, che alla corte del maragià significava ”la montagna di luce”. Si dice che questa pietra valesse quanto il ricavato giornaliero di tutta la popolazione mondiale e che non dovesse mai essere portata da un uomo. Nel 1937 fu incastonata nella corona della regina madre Elisabetta d’Inghilterra. Pesa 109 carati, ma in origine raggiungeva i 600. Oggi il più grande diamante del mondo è il Golden Jubilee, ma quello che vale di più è il Centenary: 273 carati, 247 sfaccettature e nessuna imperfezione. Altra gemma famosa, il ”gran diamante blu”, venduto nel 1669 a Luigi XIV dal celebre trafficante francese Jean-Baptiste Tavernier. Faceva parte delle collezioni dei principi indiani e secondo una leggenda era maledetto. Per scongiurare la malasorte, il Re Sole lo fece tagliare a forma di cuore. Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, la signora Molotov, moglie del ministro degli Esteri sovietico, regalò a mrs. Churchill un diamante proveniente dagli Urali con un biglietto: «Possano le relazioni tra i nostri paesi essere luminose, pure e durature come questa pietra». L’ultima dama dei diamanti fu Liz Taylor: Richard Burton le donò il Krupp, da 33 carati, e un diamante a goccia di 70 carati che prese il nome della coppia, Taylor-Burton.