Daria Galateria, ཿCorriere della Sera, 11/8/97, 11 agosto 1997
Flaubert. «Stava per ore con un dito in bocca, assorto, l’aria da scemo», questo è quello che di Flaubert diceva la sua nutrice e cameriera Julie
Flaubert. «Stava per ore con un dito in bocca, assorto, l’aria da scemo», questo è quello che di Flaubert diceva la sua nutrice e cameriera Julie. Adulto, era considerato un inguaribile provinciale dal suo amico e compagno di viaggio Maxime Du Camp. Pare che lo scrittore si presentasse anche alle otto di mattina tutto in nero con cravatta e guanti bianchi, «come uno sposo di paese». Riportata anche la pessima abitudine di insistere in battute sfortunate e di imitare le voci ricercando effetti comici quasi mai ottenuti: in entrambi casi si compiaceva di sé stesso con l’espressione «enorme!» Sgradita agli editori la lentezza con cui terminava le sue opere. Dumas di lui pensava che «pialla una foresta per fare un cassetto». Flaubert a proposito del timore borghese per le espressioni forti: «Erezione: si dice solo dei monumenti». Diceva a proposito della sua abitudine a concentrarsi nel lavoro: «Flaubert: di notte i battellieri della Senna si orientavano sulla sua finestra sempre illuminata».