Pietro Del Re, ìIl VenerdÏ di Repubblicaî 28/8/98, 28 agosto 1998
Nel 1866 in Sudafrica scoppiò la febbre del diamante. Il figlio di un contadino, mostrando a tutti la pietra di 21 carati che aveva trovato giocando sul greto del fiume Orange, attaccò a migliaia di avventurieri una mania che durò quarant’anni
Nel 1866 in Sudafrica scoppiò la febbre del diamante. Il figlio di un contadino, mostrando a tutti la pietra di 21 carati che aveva trovato giocando sul greto del fiume Orange, attaccò a migliaia di avventurieri una mania che durò quarant’anni. Poco prima dell’inizio del secolo, nella proprietà dell’agricoltore boero Johannes Nicholas De Beers, si cominciò a scavare la miniera di Kimberley, una buca che oggi è profonda tre volte l’Empire State Building. Dagli anni Trenta la De Beers Consolidated Mining controlla, distribuisce e fissa le quotazoni di otto diamanti su dieci, attraverso la consociata Central selling organization (Cso), chiamata anche il ”Sindacato”. Un monopolio ideato per evitare che l’eccessiva produzione di diamanti mettesse a rischio la stessa esistenza delle miniere e che oggi è minacciato dal traffico illegale di Russia e Angola.