Vittorio Malagutti, Corriere della Sera, 17/08/1997, 17 agosto 1997
Il Principato del Liechtenstein ha 30 mila abitanti, la sua capitale, Vaduz, 5 mila, nel paese non esiste debito pubblico, l’inflazione non supera l’1,8%, il tasso di sconto è all’1%
Il Principato del Liechtenstein ha 30 mila abitanti, la sua capitale, Vaduz, 5 mila, nel paese non esiste debito pubblico, l’inflazione non supera l’1,8%, il tasso di sconto è all’1%. I cittadini iscritti alle liste di collocamento sono 313, il che equivale ad un tasso di disoccupazione dell’1,5%, il più basso d’Europa. La trentina di aziende che impiegano circa 6.600 dipendenti sono costrette ad importare il 60% della manodopera da Svizzera ed Austria. Le principali attività del paese sono legate alla finanza: contende al Lussemburgo il ruolo di paradiso fiscale d’Europa. L’imposta per le holding finanziarie è dell’uno per mille del capitale sociale, l’imposta sui profitti societari è limitata al 20% (in Italia è oltre il 50%), quella sui redditi personali non supera il 17,8%, i guadagni da investimenti finanziari sono esentasse. Le cinque più importanti banche del Principato hanno un attivo di bilancio passato in dieci anni da 13 a 27 milioni di franchi svizzeri, oltre 30 mila miliardi di lire. Le due principali sono il Liechtensteinische Landesbank e il Liechtenstein Global Trust (Lgt): ai finanzieri internazionali il piccolo paese offre anche 200 società fiduciarie e 50 avvocati d’affari. Questi si occupano soprattutto di gestire leAnstalt , cioè le persone giuridiche con scopo, patrimonio e attività all’estero, e di recente leStiftung , ossia le fondazioni di famiglia che godono di un regime fiscale ancor più favorevole. Nel Principato risiedono oltre settantamila società, più del doppio degli abitanti, dei quali tremila lavorano nel settore.