Simon Singh, "LíUtimo Teorema di Fermat", Rizzoli 1997, 31 agosto 1998
«I cossisti del XVI secono erano esperti in calcoli di ogni tipo ed erano impiegati dai mercanti e dagli uomini d’affari per risolvere complessi problemi di contabilità
«I cossisti del XVI secono erano esperti in calcoli di ogni tipo ed erano impiegati dai mercanti e dagli uomini d’affari per risolvere complessi problemi di contabilità. Il loro nome deriva dalla parola italiana ”cosa”, perché essi usavano simboli per rappresentare quantità sconosciute, in modo anaogo all’uso odierno della x da parte dei matematici. In quell’epoca tutti coloro che per mestiere risolvevano problemi matematici inventavano ingegnosi metodi personali per effettuare i calcoli e facevano di tutto per tenerli segreti allo scopo di conservare la reputazione di essere i soli in grado di risolvere un problema particolare. In un’occasione eccezionale Niccolò Tartaglia, che aveva trovato un metodo per risolvere velocemente le equazioni cubiche, rivelò la sua scoperta a Girolamo Cardano imponendogli sotto giuramento di mantenere il segreto più assoluto. Dieci anni dopo Cardano ruppe il giuramento e pubblicò il metodo di Tartaglia nella sua Ars magna, un’azione che Tartaglia non gli perdonò mai. I rapporti tra i due si interruppero e ne seguì un’aspra disputa pubblica che servì soltanto a indurre altri matematici a tenere celati i propri segreti. La tradizione di segretezza dei matematici è proseguita fino alla fine dell’Ottocento e anche nel ventesimo secolo ci sono matematici che hanno lavorato in segreto».