Simon Singh, "LíUtimo Teorema di Fermat", Rizzoli 1997, 31 agosto 1998
Ipazia, figlia di un matematico e una delle poche donne matematiche dell’anitichità, vissuta ad Alessandria nel IV secolo dopo Cristo
Ipazia, figlia di un matematico e una delle poche donne matematiche dell’anitichità, vissuta ad Alessandria nel IV secolo dopo Cristo. Non avendo preso marito, spiegava che era sposata alla verità. Razionalista, perseguitata dal patriarca Cirillo che definiva eretici i filosofi, gli scienziati e i matematici. Descrizione della sua morte per la penna di Edward Gibbon: «Un giorno fatale, nel tempio sacro della Quaresima, Ipazia venne strappata dal suo carro, denundata, trascinata in chiesa e bestialmente massacrata per mano di Pietro il Lettore e di una torma di fanatici selvaggi e spietati; le vennero strappare le carni dalle ossa con conchiglie acuminate e le sue membra tremanti vennero date alle fiamme».