Simon Singh, "LíUtimo Teorema di Fermat", Rizzoli 1997, 31 agosto 1998
Sophie Germain, figlia di un mercante parigino, il suo studio del calcolo infinitesimale fu oscurato dalle vicende del Terrore
Sophie Germain, figlia di un mercante parigino, il suo studio del calcolo infinitesimale fu oscurato dalle vicende del Terrore. Attratta dalla matematica quando lesse, nella Storia della Matematica di Jean-Etienne Montucla che Archimede ottantenne s’era fatto ammazzare da un legionario romano perché, troppo concentrato su una figura geometrica tracciata sulla sabbia, non aveva sentito le sue intimazioni. Il padre, per impedirle di studiare, le sequestrò candele e vestiti e le tolse ogni possibilità di scaldarsi la notte. Essa, benché la notte l’inchiostro gelasse nel calamaio, perseverò, nascondendo alcune candele di giorno e passando le notti avvolta nelle coperte. In seguito il padre le finanziò gli studi. Entrò all’Ecole Polytechnique assumendo l’identità di un ex studente, monsieur Antoine-Auguste Le Blanc. Così riceveva dispense e problemi che erano destinati all’altro. Senonché Lagrange si accorse dei progressi formidabili di questo allievo e lo convocò per conoscerlo. A quel punto lei si rivelò. Neanche lei si sposò mai.