Simon Singh, "LíUtimo Teorema di Fermat", Rizzoli 1997, 31 agosto 1998
L’industriale tedesco Paul Wolfskehl lasciò morendo (1908) un legato di centomila marchi da assegnare a chi avesse dimostrato il Teorema di Fermat
L’industriale tedesco Paul Wolfskehl lasciò morendo (1908) un legato di centomila marchi da assegnare a chi avesse dimostrato il Teorema di Fermat. All’origine di questa decisione una storia d’amore: molti anni prima, deluso da una donna, Wolfskehl aveva deciso di uccidersi con un colpo di pistola e aveva stabilito di spararsi alla mezzanotte in punto di una certa data. Sistemati i suoi affari, mancava ancora parecchio all’ora fatale. Per ingannare il tempo egli si recò in biblioteca e prese a sfogliare pubblicazioni matematiche, di cui era appassionato. Capitatogli sotto gli occhi un lavoro di Kummer reativo al Teorema di Fermat, egli ne seguì passo passo tutto il ragionamento, credette di trovare un punto debole nella critica di Kummel a Cauchy e Lamé, lo analizzò, ne stese una dimostrazione e quando alzò la testa dal tavolo vide che era ormai l’alba.