Simon Singh, "LíUtimo Teorema di Fermat", Rizzoli 1997, 31 agosto 1998
I matematici Shimura e Taniyama che, all’università di Tokio, lavorarono insieme al Teorema di Fermat
I matematici Shimura e Taniyama che, all’università di Tokio, lavorarono insieme al Teorema di Fermat. «Shimura era meticoloso, Taniyama era trascurato fino all’inverosimile. Sorprendentemente Shimura ammirava questo suo tratto. ”Lui era dotato della capacità speciale di fare molti errori, per lo più nela direzione giusta. Lo invidiavo per questo e tentavo invano di imitarlo, ma mi era molto difficile fare buoni errori”. Taniyama era l’epitome del genio con la testa fra le nuvole e ciò si rifletteva sul suo aspetto esteriore. Era incapace di farsi un nodo decente e aveva quindi deciso che piuttosto che allacciarsi le scarpe una dozzina di volte al giorno non le avrebbe allacciate affatto. Indossava sempre lo stesso caratteristico vestito verde che emanava strani rifessi metallici. Il tessuto con cui era stato confezionato era così stravagante che tutti gli altri membri della sua famiglia si rifiutavano di usarlo». Taniyama poi si uccise.